E senza lasciare tempo al panico si liberò della materia torbida che gli impediva di vivere.

Le confessò che non passava un istante senza pensare a lei, che tutto quanto mangiava e beveva aveva il sapore di lei, che la vita era lei ad ogni ora e ovunque, come solo Dio aveva il diritto di esserlo, e che il godimento supremo del suo cuore sarebbe stato morire con lei.

Continuò a parlare senza guardarla, con la stessa fluidità e lo stesso calore con cui pregava, finché ebbe l’impressione che Sierva Marìa si fosse addormentata. Ma era sveglia, con i suoi occhi da cerva impaurita fissi su di lui. Si azzardò solo a domandare: “E adesso?”

"Adesso nulla" disse lui. "Mi basta che tu lo sappia.”

- Gabriel Garcia Marquèz, Dell’Amore e di altri demoni.

Era come se, dopo tanta sofferenza, la capacità di soffrire lo avesse, per certi versi, abbandonato.

Eppure, tutta quella sofferenza gli aveva spezzato qualcosa dentro, parte della sua capacità di provare sentimenti era andata bruciata: spazi bianchi di insensibilità.

- David H. Lawrence, L’amante di Lady Chatterley